Il Consiglio dell’UE lo ha annunciato ieri, 30 settembre, la decisione degli Stati membri rispetto alla necessità di semplificare e accelerare le valutazioni ambientali dei progetti, in linea con le priorità dei pacchetti Ombinus, aprendo così la strada ai negoziati con il Parlamento europeo.

L’Omnibus VIII punta, infatti, a ridurre oneri e costi amministrativi inutili senza abbassare gli standard ambientali dell’Unione. Per chi promuove i progetti, la proposta prevede punti di contatto unici, digitalizzazione delle procedure e tempistiche più snelle.

Il dossier si inserisce in un percorso avviato due anni fa ad ottobre 2024, quando il Consiglio europeo ha chiesto a istituzioni, Stati membri e portatori di interessi di accelerare il lavoro sulle sfide indicate nei rapporti di Enrico Letta e Mario Draghi. Da febbraio 2025 la Commissione ha presentato dieci pacchetti “omnibus” per semplificare la legislazione vigente, di cui l’ottavo, dedicato agli oneri amministrativi nella normativa ambientale, è arrivato a dicembre 2025 e la sua realizzazione è fissata per fine 2027.

La presidenza di turno irlandese ha presentato il risultato come un passo avanti nell’attuazione della tabella di marcia “One Europe, One Market”, definendone l’attuazione una priorità. “Oggi abbiamo compiuto un altro passo per realizzare il pacchetto “Omnibus VIII”, con norme più semplici e proporzionate che riducono gli oneri inutili e accelerano le valutazioni ambientali, preservando gli elevati standard dell’Unione in materia di tutela ambientale a beneficio dei nostri cittadini e delle nostre imprese”, ha dichiarato Thomas Byrne, ministro di Stato per gli Affari europei e la difesa dell’Irlanda. “La presidenza irlandese è pienamente impegnata a perseguire l’ambizioso obiettivo di un accordo con il Parlamento europeo entro la fine dell’anno”, ha aggiunto.

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Sulla stessa linea James Browne, ministro irlandese per l’edilizia, il governo locale e il patrimonio che ha affermato che “l’accordo odierno su un mandato negoziale è un altro passo importante verso la semplificazione delle norme dell’UE sulle valutazioni ambientali”. “Questo pacchetto mirato renderà le procedure di valutazione ambientale più chiare, efficienti e prevedibili, riducendo gli oneri amministrativi inutili per i promotori dei progetti e mantenendo pienamente gli elevati standard ambientali dell’UE” ha ribadito.

La posizione del Consiglio

Sul regolamento per l’accelerazione delle valutazioni ambientali (RSEA), gli Stati membri hanno introdotto diverse modifiche rispetto al testo della Commissione: hanno stilato un elenco esaustivo dei progetti strategici che potranno accedere a una nuova “cassetta degli attrezzi” e alle procedure accelerate, lasciando la possibilità agli eurodeputati di estenderlo a nuove tipologie di progetti, richiamando il regolamento in atti legislativi futuri.

Il testo razionalizza inoltre, per quanto possibile, le disposizioni sulle autorizzazioni settoriali relative alle valutazioni ambientali, comprese quelle del regolamento sull’industria a zero emissioni nette (NZIA), del Chips Act e del regolamento sulle materie prime critiche (CRMA), allungando i termini proposti dalla Commissione in modo che le autorità competenti possano completare tutte le fasi previste dalla legislazione.

Sul fronte delle garanzie, la disposizione sulla cosiddetta preclusione sostanziale è stata modificata per assicurare il pieno rispetto della convenzione di Aarhus, il trattato ONU su accesso alle informazioni, partecipazione pubblica e accesso alla giustizia in materia ambientale. L’ambito della disposizione sulla conservazione della natura legata alle direttive Habitat e Uccelli è stato esteso ad attività ricorrenti ben definite, come la silvicoltura e la manutenzione dei corsi d’acqua, con l’aggiunta di salvaguardie contro gli impatti negativi su popolazioni animali e vegetali.

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Quanto al punto di contatto unico (SPOC), ossia l’ente che si occupa di coordinare lo scambio di informazioni tra gli Stati membri, il mandato accoglie le richieste di flessibilità, soprattutto da parte degli Stati con strutture amministrative decentrate, cercando al tempo stesso di evitare la frammentazione tra i punti di contatto già istituiti da altri strumenti legislativi o da istituire in futuro.

Gli Stati membri hanno inoltre convenuto di esplorare una soluzione mirata sugli obblighi di responsabilità estesa del produttore (EPR) previsti dal regolamento sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, per il rischio di un onere sproporzionato a carico dei piccoli produttori.

I prossimi passi

L’intesa di ieri si aggiunge ai mandati negoziali sul secondo e sul terzo elemento del pacchetto, approvati dagli ambasciatori degli Stati membri (Coreper) il 24 giugno 2026. L’Omnibus VIII modifica sei atti legislativi: oltre al regolamento RSEA, comprende un regolamento e una direttiva sulla semplificazione e la riduzione degli oneri amministrativi, una modifica della direttiva INSPIRE sull’infrastruttura per l’informazione territoriale, e un regolamento e una direttiva che sospendono le norme sulla nomina del rappresentante autorizzato per l’EPR. La presidenza del Consiglio avvierà i negoziati con il Parlamento europeo non appena questo avrà adottato la propria posizione, puntando a un rapido accordo provvisorio sull’intero pacchetto.

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